La società deve vigilare sulla psichiatria, questo è il senso del messaggio ribadito al convegno tenuto Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale è necessario che la società rifletta sul potere che ha dato agli psichiatri nei confronti delle persone più indifese e deboli della società. In questo modo potremo impedire gli abusi e gli orrori che giornalmente, anche mentre leggiamo questo articolo, si verificano negli ospedali psichiatrici all’insaputa della gente.
C’è stata una buona partecipazione e molte persone hanno recepito il messaggio e hanno comprato anche fino a 5 libri per regalarli ai propri cari e informare altri su quanto succede dietro le porte delle strutture psichiatriche.
Il libro di Alice Banfi si intitola "Tanto scappo lo stesso – romanzo di una matta", la storia di Alice (e non solo), non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore o giorni.
Alice Banfi ha descritto con particolari agghiaccianti le sue esperienze. “Il momento peggiore quando sei legato è quando vuoi andare in bagno, quando hai sete. Mi facevo la pipì addosso. L’impossibilità di muoversi è tremenda. Invece di diventare più sana, mi sentivo sempre peggio.”
Alice ha raccontato anche di un abuso diffuso relativo alla somministrazione di psicofarmaci. “A me davano dosi da cavallo che mi hanno persino causato un’intossicazione midollare. I miei globuli bianchi stavano scendendo al minimo e stavo per morire. A causa degli psicofarmaci a soli vent’anni andavo in giro con il pannolone. Ma la cosa strana è che tutti ricevono gli stessi farmaci in dosi assurde e per le malattie più diverse. È una cosa diffusa, sono stata in molte strutture e la musica era sempre la stessa.”
Riferendosi a psichiatri che usano gli psicofarmaci in questo modo, non ha mezzi termini: “Sono dei criminali. Penso che abbiano delle motivazioni economiche altrimenti rifletterebbero sui danni che stanno causando.”
Lorenzo Toresini, Primario dei Servizi di Salute Mentale dell’A.S. di Merano è intervenuto esprimendo la sua totale contrarietà alla contenzione. Secondo la sua opinione, la contenzione non può far altro che danneggiare la persona ed è totalmente inutile dato che nel Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano hanno dimostrato senza ombra di dubbio che si può aiutare e curare in modo umano e senza ricorrere alla contenzione.
Il dott. Toresini ha dichiarato la sua soddisfazione per queste iniziative della società civile, poiché denunciando gli abusi possono portare a una vera riforma della psichiatria.
Peter Campidell, responsabile del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Bolzano ha dichiarato di essere certo che la conoscenza di queste realtà contribuirà a far crescere la volontà di abolire totalmente la contenzione fisica, come recentemente deliberato dalla Regione Toscana, che ha vietato qualsiasi mezzo di contenzione nelle proprie strutture psichiatriche.