Ritorna a Verona la mostra sulla psichiatria

locandina: Psichiatria un viaggio senza ritorno

Dopo il successo degli scorsi anni ritorna per la quarta volta a Verona la mostra “Psichiatria:un viaggio senza ritorno”.

Ispirato all'omonimo museo di Los Angeles la mostra è ricca di documentazioni audiovisive inedite sulle atrocità commesse nell'ambito della psichiatria istituzionale dagli albori ai giorni nostri, mettendo così in luce gli "orrori ed errori" della pratica psichiatrica, ponendoli a confronto con la tutela ed il rispetto dei diritti e della dignità dell’essere umano.

La mostra contiene numerosi documenti che testimoniano in maniera aggiacciante gli orrori ed errori della psichiatria, dalla sua nascita sino ai giorni nostri. Essa è un compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici interviste ad oltre 160 professionisti della salute, avvocati, insegnanti e pedagogisti.
Si ascoltano incredibili interviste a numerose vittime di soprusi psichiatrici, o persone che hanno perso un famigliare a causa di queste terapie.

Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi.

L'obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.

La mostra mette in luce oltre agli errori del passato strategie e fatti che purtroppo sono ancora attuali. Le seguenti sono recenti testimonianze che abbiamo ricevuto. Alcune sono state riportate anche nei giornali locali:

  • Diagnosi scorrette. Parecchie persone ci hanno raccontato di diagnosi (anche gravi) emesse dopo solo pochi minuti di colloquio e di una disinvolta e quasi automatica somministrazione di psicofarmaci.
  • Mancanza di consenso informato. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.”
  • Somministrazione forzata di psicofarmaci. “…Ho rifiutato i farmaci e lì sputavo e mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.”
  • TSO illegittimi. A volte la reale motivazione del TSO appare essere il rifiuto alle cure a base di psicofarmaci “imposte” dallo psichiatra.
  • Contenzione. “Una volta sono stato legato e imbottito di psicofarmaci. Io non avevo fatto male nessuno e mi hanno tenuto legato al letto per tre giorni come una bestia.”

La mostra, realizzata in collaborazione con il Gesef e patrocinata dalla provincia di Verona, verrà inaugurata sabato 12 settembre 2009 e rimarrà aperta fino al 17 settembre presso il Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra a Verona.